18 ottobre – Fauna selvatica, DNA e la guerra degli archeologi

Gestire la fauna selvatica grazie al DNA
Gestire la fauna selvatica non è sempre semplice, alcune specie hanno abitudini notturne, altre vivono ben nascoste in tane mimetizzate. Campionarle per sapere dove si trovano e conoscere la dimensione delle popolazioni alle quali appartengono è fondamentale per mettere in campo piani di protezione e conservazione. Similmente, le stesse informazioni sono importantissime quando si parla di specie invasive che possono compromettere la biodiversità. In questo incontro parleremo del DNA ambientale, ovvero di come il DNA presente nell’ambiente può aiutare i gestori faunistici nel capire come e dove una specie è presente e cosa poter fare per preservarla o contenerla.

 

Guerra tra archeologi: la storia delle ricerche scientifiche in Carso a fine ‘800
Far riemergere dalla polvere del tempo figure di ricercatori dimenticati. E’ quello che è successo al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste grazie alla riscoperta dei diari manoscritti di Ludwig Karl Moser, professore del ginnasio locale di lingua tedesca, uno dei primi studiosi ad appassionarsi alla ricerca archeologica nelle grotte del Carso e al quale si devono tante importanti scoperte. Assieme a lui, in quei primi pionieristici anni di ricerche e scoperte, tanti personaggi importanti, primo tra tutti Carlo de Marchesetti, direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste dal 1876 al 1921. A questi personaggi il Museo dedica una mostra che si inaugurerà a fine novembre 2019: “Guerra tra archeologi: la figura di L.K.Moser a 100 anni dalla morte”.

I relatori


Chiara Manfrin è biologa ambientale molecolare che lavora nell’interfaccia tra ecologia, fisiologia e scienza della biodiversità. I suoi interessi di ricerca includono la conservazione, le specie invasive e in generale la comprensione della biodiversità nello spazio e nel tempo sfruttando le informazioni contenute nel DNA ambientale (eDNA). Ha esperienza in rilevazioni di singole specie in ambiente acquatico con particolare attenzione allo sviluppo di metodi per incrementare le informazioni sulle specie e sulle popolazioni attraverso l’eDNA.

Deborah Arbulla Conservatrice al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, segue da anni lo studio, la valorizzazione e la divulgazione dei reperti del Villaggio del Pescatore, in deposito al museo, e del sito stesso. Il suo lavoro si concentra anche sulla realizzazione di pubblicazioni di paleontologia, in particolare sul Carso e sui reperti conservati al museo.

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