22 marzo 2018 – Alla scoperta delle “magie” della nanotecnologia e dell’oncologia

Un Caffè delle Scienze allo scoperta dell’infinitesimamente piccolo e dell’innovazione medica quello che ci aspetta questo giovedì, dopo il (neuro)Caffè tenuto in occasione della Brain Awareness Week.
Vanni Lughi ci parlerà innanzitutto di alcuni fenomeni che sono possibili quando controlliamo la struttura della materia alla scala del nanometro (un miliardesimo di metro), e ci illustrerà varie sorprendenti applicazioni che derivano dall’applicazione delle nanotecnologie – quali ad esempio le superfici che non si bagnano e si autopuliscono, ispirate alle strutture nanometriche delle foglie di loto, oppure materiali in grado di condurre la luce su percorsi complessi, fornendo le basi per materiali che rendono gli oggetti “invisibili”.

Sarà poi il turno di Stefan Schoeftner, che ci porterà alla scoperta di nuove terapie antitumorali di precisioni. Argomento principale del suo intervento sarà PreCanMed, un progetto strategico finanziato dall’U.E., Fondo Europeo Regionale e Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020. Il suo scopo è quello di implementare la tecnologia degli organoidi tumorali da paziente, un nuovo potente strumento d’indagine che permette di studiare i tessuti sani e malati di pazienti con neoplasie, allo scopo di sviluppare trattamenti innovativi e personalizzati.

Appuntamento al Caffè Tommaseo, dalle 17.30!

I relatori

Vanni Lughi è un ricercatore che si occupa dello sviluppo di materiali innovativi presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste. Ha ottenuto il suo Dottorato in Ingegneria dei Materiali presso l’Università della California, a Santa Barbara. Ha poi ottenuto la borsa di studio “Talents Friuli-Venezia Giulia” e si è trasferito all’Università di Trieste nell’ex Dipartimento di Scienze dei materiali, dove ha iniziato la sua personale linea di ricerca su materiali innovativi nanostrutturati, per la produzione di energia fotovoltaica ad alta efficienza.

Laureato in scienze della vita all’Università di Vienna, Stefan Schoeftner ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Vienna, nel 2005. A Stefan Schoeftner è stata quindi assegnata una borsa di studio EMBO a lungo termine per svolgere la sua ricerca post-dottorato nel laboratorio di Maria A. Blasco allo Spanish National Cancer Center (CNIO) di Madrid dal 2006 al 2009. Si è successivamente trasferito a Trieste per svolgere ricerche post-dottorato nel laboratorio di Roberta Benetti presso il Laboratorio Nazionale CIB (LNCIB). Nel marzo 2013 ha trasferito il suo gruppo di ricerca al Laboratorio Nazionale CIB presso l’AREA Science Park di Trieste dove lavora sul ruolo degli RNA non codificanti nella regolazione dei telomeri nel cancro, nell’invecchiamento e nella biologia delle cellule staminali. Dal febbraio 2015 Stefan Schoeftner è professore associato di biologia molecolare presso il Dipartimento di scienze della vita dell’Università di Trieste.

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