Anidride Carbonica: dal cielo alla terra

Come si può ridurre la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (CO2), uno dei più potenti gas serra?

Una possibile soluzione può essere il confinamento geologico dell’anidride carbonica, attraverso la tecnica del “Carbon Capture and Storage” (CCS), chiamata in italiano “cattura e sequestro del carbonio”.

 

Al Caffè delle Scienze di giovedì 10 aprile, Federica Donda illustrerà proprio questa tecnica, volta a ridurre l’effetto serra.

Durante l’incontro si parlerà soprattutto di come vengono individuati e caratterizzati i siti per il confinamento geologico, facendo riferimento in particolare all’Italia, dove, nonostante la notevole complessità geologico-strutturale, esistono condizioni potenzialmente adatte per sequestrare la CO2. L’individuazione di un sito rappresenta il primo e fondamentale passo per lo sviluppo di un progetto di cattura e sequestro dell’anidride carbonica.

In cosa consiste la tecnica del confinamento geologico dell’anidride carbonica? Questa tecnica consiste in tre fasi principali:

  1. Cattura della CO2 emessa dagli impianti industriali
  2. Trasporto della CO2
  3. Iniezione della CO2 in formazioni geologiche idonee

 

La fase d’iniezione dell’anidride carbonica è efficace solo se avviene a determinate condizioni di temperature e pressione, che si possono trovare oltre i 700 – 800 metri di profondità. In queste condizioni la CO2 si presenta con una densità simile a quella di un fluido e una diffusività tipica di un gas, che ne favoriscono l’iniezione, ma anche la migrazione verso l’alto.
Quindi, un sito efficiente per il sequestro dell’anidride carbonicadeve essere una formazione geologica con buone porosità e permeabilità, e con una copertura sedimentaria spessa, costituita da strati impermeabili che mantengono la CO2 nel sottosuolo.

Qual è il sito più adatto per il confinamento geologico?
Un buon sito dovrebbe presentare la combinazione ideale tra capacità volumetrica e iniettività, che si trova nei giacimenti esauriti di carbone e in quelli di idrocarburi (gas e olio), e negli acquiferi salini profondi. Questi ultimi rappresentano uno dei migliori siti per il sequestro dell’anidride carbonica, sia perchè sono molto diffusi, sia perchè possono contenere elevate quantità di CO2.

Il Caffè delle Scienze di giovedì 10 aprile si terrà alle 18.00 al Caffè Tommaseo, in Riva Tre Novembre 15.

 

Il Relatore

 

Federica Donda è Vice Direttore della Sezione Geofisica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). È ricercatore all’OGS, e dal 2011 al 2012 ha coordinato il gruppo CO2GeSt (CO2 Geological Storage)-OGS, Sezione Geofisica, che si occupava dell’identificazione e caratterizzazione di siti potenzialmente idonei al confinamento geologico della CO2. Si è laureata in Scienze Geologiche all’Università di Trieste e ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Polari all’Università di Siena.

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